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SAN VITO LO CAPO
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| San
Vito Lo Capo (Santu Vitu in siciliano) è un
comune di 4.180 abitanti della provincia di Trapani. Il paese
è uno dei più famosi luoghi di soggiorno estivo
di Sicilia, per la bellezza della sua spiaggia. |
| Nasce alla fine del settecento,
nel territorio demaniale ericino, alle falde di Monte Monaco,
nella bianchissima baia posta tra Capo San Vito e Punta Solanto.
Tracce dell'epoca paleolitica, mesolitica e neolitica si trovano
nelle numerose cavità naturali, un tempo abitazioni,
che si affacciano sul mare. Resta avvolta dal mistero l'esistenza
di un'antica borgata, Conturrana, una rupe immensa a 500 passi
dalla riva staccatasi dalla montagna. Qui, probabilmente intorno
alla fine del IV secolo a.C., esistette un piccolo centro
abitato. |
| Nucleo generatore
di San Vito Lo Capo è l'attuale Santuario, antica fortezza
che nell'arco dei secoli ha subìto numerosi interventi
edilizi. La prima costruzione, realizzata intorno al trecento,
fu una piccola cappella dedicata a San Vito martire, patrono
del borgo marinaro. Secondo una tradizione accettata e riportata
da tutti gli agiografi e cultori di storia siciliana, il giovane
Vito (di origini presubilmente della Lucania), per sfuggire
ai rigori della decima persecuzione ordinata da Diocleziano
303-304, e alle ire del padre Ila e del prefetto Valeriano,
assieme al suo maestro Modesto e alla nutrice Crescenzia,
scappato via mare da Mazara, col favore dei venti approdò
sulla costa del feudo della Punta, in territorio di Monte
Erice, dagli antichi chiamato Capo Egitarso. Qui cominciò
a predicare la parola di Dio tra la gente del luogo, in una
borgata poco distante dalla spiaggia, chiamata Conturrana. |
| In nome di Dio guariva gli
infermi, quanti fossero colpiti da rabbia o morsi da animali,
o compromessi nella salute per un improvviso spavento, scacciava
gli spiriti immondi. Ma, a dispetto dei numerosi miracoli
operati, la sua opera fu coronata da scarso successo, e si
concluse col castigo inflitto da Dio a Conturrana. La credenza
popolare ritiene che il giovanetto S. Vito, martire al tempo
di Diocleziano, sia stato in questo paese non benevolmente
accolto, allorquando si era colà rifugiato, accompagnato
dai precettori Modesto e Crescenzia. L'inesorabile ira divina
si era abbattuta sul paese, seppellendolo completamente sotto
una frana, non appena i tre profughi avevano lasciato il centro
abitato, dirigendosi verso il mare. Sempre secondo tradizione
Santa Crescenzia, voltandosi a guardare la città che
crollava, divenne pietra nello stesso punto dove adesso sorge
la cappella, alla quale ancora oggi gli abitanti del luogo
attribuiscono poteri magici. Per S. Vito, invece, seguì
una breve dimora nell'Egitarso e, dopo un viaggio attraverso
la Sicilia e la Basilicata, il martirio il 15 giugno del 299. |
| Col tempo crebbe la fama della
chiesa e dei "miracoli" attribuiti al martire Vito
e a Santa Crescenzia e così, per accogliere i numerosi
fedeli che arrivavano in pellegrinaggio - e, soprattutto,
per difenderli da ladri e banditi - l'originaria costruzione
andò trasformandosi in una fortezza/alloggio. Tale
realizzazione risale alla fine del quattrocento. Fin dall'inizio,
il Santuario fu fatto centro ad una grande devozione e la
fama dei miracoli che il Santo qui operava, varcava anche
i confini della Sicilia, richiamando in ogni stagione numerosissimi
pellegrini. Anche gli stessi corsari, nemici dichiarati della
fede cattolica, avevano rispetto per il Santo e per il suo
temp |
| Nel frattempo aumentavano i
pericoli di incursioni di pirati barbareschi, così,
lungo le coste dell'isola, cominciarono ad essere edificate
numerose torri di avvistamento. Le torri principali di avvistamento
erano tre, due sono ancora visibili e sono torre Scieri e
torre Isolidda. La terza invece, torre Roccazzo, ubicata sul
piano Soprano che si estende ad ovest del paese di San Vito
(il luogo fu appositamente scelto perché l'unico atto
a garantire la corrispondenza con le altre due torri), venne
impietosamente demolita per far posto al semaforo militare
nel 1935. |
| All'inizio del settecento iniziarono
a comparire le prime case tutto intorno al Santuario. Alla
fine dello stesso secolo, attorno alla chiesa esisteva già
un piccolo nucleo di abitazioni. Nasceva così San Vito
Lo Capo. Nell'arco dei secoli, la cittadina ha accolto esploratori,
viaggiatori e persino commissari governativi che, mossi da
curiosità, interessi culturali o militari, misero a
punto meticolose ed interessanti descrizioni sulla geografia
dei luoghi visitati. |
| Dal 1998 la cittadina ospita
il "Cous Cous Fest",
rassegna internazionale di cultura ed enogastronomia del Mediterraneo.
Una gara gastronomica internazionale di cous cous che impegna
chef provenienti da 8 paesi: Costa d'Avorio, Francia, Israele,
Italia, Marocco, Palestina, Senegal e Tunisia, che si affrontano
proponendo il cous cous cucinato secondo la propria tradizione
gastronomica. |
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| Fonte wikipedia |
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