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| ALCAMO |
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| Il comune sorge ai piedi del
Monte Bonifato, ed è uno dei centri principali in Sicilia
per la produzione del vino. A questa attività, che
contribuisce non poco al reddito dei residenti, sia per i
possedimenti agricoli che per il cosiddetto indotto, si affianca
l'allevamento bovino e ovino, la coltivazione dell'olivo,
dei cereali e del famoso melone locale, chiamato localmente
miluni purceddu. Nel settore primario è significativa
anche l'attività estrattiva (in particolare del marmo,
ma anche travertino), il terziario più o meno avanzato
rimane comunque il settore con più occupati. |
| Il toponimo "Alcamo"
deriva da una parola araba, "Alqamah" che la fondò
nel IX secolo e la parola significa "terra fangosa"
intendendo col termine il significato di "fertile".
La città ha subìto il succedersi di diverse
dominazioni: agli Arabi succedettero dapprima gli Svevi, dopo
la guerra mossa agli stessi musulmani da Federico II di Svevia
, poi i Normanni. La città passò nelle mani
di diversi feudatari, i Ventimiglia, di cui rimangono i resti
dell'omonimo castello sulla cima del Monte Bonifato, i Conti
di Modica, il cui castello è tutt'oggi presente in
ottime condizioni allorché restaurato in tempi recenti.
Il castello risalirebbe al XIV-XV secolo ad opera della famiglia
Peralta e fu successivamente completato dai feudatari Enrico
e Federico Chiaramonte. Fu in possesso dei Cabrera Conti di
Modica fino al 1812, e vi soggiornò nel 1535 l'Imperatore
Carlo V. La struttura del castello è a forma romboidale
con 4 torri delle quali 2 quadrate presenti agli angoli e
2 circolari unite da cortine. Nelle varie torri era presente
una stanza di tortura per i prigionieri, locali per le sentinelle
ed alloggi per i sovrani di passaggio. Una delle caratteristiche
peculiari del castello è data dalle spesse mura che
lo delimitano, le quali un tempo difendevano egregiamente
l'edificio dagli attacchi nemici. |
| Alcamo si è resa famosa
in tempi lontani per la poesia del noto poeta alcamese Cielo
d'Alcamo (noto anche come Ciullo d'Alcamo) "Rosa fresca
aulentissima", prima testimonianza tangibile dell'uso
dell'italiano volgare per i componimenti poetici, risalente
al XII secolo. All'illustre concittadino gli alcamesi hanno,
via via nel tempo, intitolato molte emergenze della città,
come la piazza principale, il Liceo classico e il teatro comunale. |
| Dal punto di vista culturale,
Alcamo vide nei secoli successivi un fiorire di attività
legate alle arti, come l'edificazione di chiese ed edifici
dapprima in stile barocco, poi rinascimentale, con l'afflusso
di numerose personalità di livello internazionale:
pittori (Guglielmo Borremans, ma anche il talentuoso pittore
monrealese Pietro Novelli), scultori (Antonello Gagini e Giacomo
Serpotta) ed artisti vari che hanno impreziosito ed abbellito
l'immagine della città. La Chiesa Madre cittadina,
che raccoglie buona parte di queste opere, è una realizzazione
seicentesca intitolata all'Assunta; sul posto esisteva un
luogo di culto del XIV secolo del quale sono visibili il portale
e l'elegante campanile. L'interno, tripartito, è affrescato
dal Borremans nella porzione absidale e nella cupola e presenta
opere del Gagini quali il Transito della Vergine ed il Crocifisso.
Altre opere presenti all'interno sono di suoi allievi. Da
rimarcare anche le chiesa di San Francesco, nella quale sono
conservate altre opere del Gagini, ossia un'ancóna
in marmo e 2 sculture riproducenti la Maddalena e San Marco.
Di rilevanza artistica anche la Badia Grande, che è
una chiesa barocca conservante dipinti del Novelli risalenti
alla prima metà del XVII secolo; la Badia Nuova, caratterizzata
da significative statue del Serpotta; la chiesa di S.Tomaso
risalente al XV secolo nobilitata da un grande portale con
decorazioni geometriche. |
| La città
fu sotto l'influenza dei Conti di Modica fino all'alba del
XIX secolo, mantenendo un carattere feudale. La città
vide un'evoluzione nei traffici commerciali (specialmente
del vino) e nella pluralità culturale ed etnica, con
l'afflusso di genti anche dal Nord Italia. Da rimarcare ad
Alcamo il passaggio della comitiva dei Mille di Giuseppe Garibaldi
nel 1860. Nel territorio comunale si affaccia sul mare la
frazione di Alcamo Marina, pressoché disabitata nei
mesi invernali ma estremamente popolata nel periodo estivo.
La città è servita con 2 svincoli dall'Autostrada
A29 Palermo-Mazara del Vallo. Al di fuori del centro abitato,
ma comunque all'interno del territorio comunale, dirigendosi
verso Palermo si incontra il Castello di Calatubo, fortezza
edificata in epoca altomedievale. |
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